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Emergenza coronavirus 2 350

Secondo l’ultima edizione del “The Global Report on Food Crises” del World Food Programme, il COVID-19 potrebbe raddoppiare il numero di persone che soffrono la fame a livello globale. Entro fine 2020, infatti, le persone che vivono situazioni di grave insicurezza alimentare (≥ 3 scala ICP*) potrebbero arrivare a 265 milioni (135 milioni nel 2019).

Come temevamo, la pandemia di coronavirus non ha risparmiato l’Africa. L’impatto su povertà e malnutrizione è devastante e c’è il rischio concreto di tornare indietro di 30 anni.

 

Sistemi sanitari fragili, emergenze sanitarie ed ambientali pregresse e lo spettro di una possibile recessione rischiano di mettere in ginocchio l’intero continente sia da un punto di vista sanitario sia economicamente.

Il COVID-19 sta mettendo a dura prova la capacità di risposta di tutti i Governi a livello mondiale, ma i Governi dei Paesi africani devono affrontare sfide davvero molto complesse. Ad esempio:

  1. oLimitata capacità fiscale che si traduce nella mancanza di strumenti adeguati per far fronte all’emergenza e per dare poi nuovo slancio all’economia
  1. oElevati tassi di disoccupazione e forte prevalenza di economie informali e di piccole e micro imprese. Il lavoro, in Africa, è rappresentato per circa l’80% da PMI (50% in Europa). Il settore informale rappresenta circa il 55% dell’economia nell’Africa Sub-Sahariana e poche imprese riescono a garantire attività lavorative “da casa”. Il settore agricolo, a causa del lockdown, è in forte crisi e molte comunità hanno difficoltà ad accedere ai mercati alimentari dove i prezzi stanno aumentando vertiginosamente
  1. oDal 50% al 70% degli abitanti delle città africane vive negli slum in condizioni igienico-sanitarie precarie e questo rende molto difficile l’implementazione della strategia dell’isolamento diffusa dall’OMS e dalla comunità scientifica internazionale

 

  1. oLa chiusura delle scuole ha conseguenze devastanti sia nel breve che nel lungo periodo. Da un lato, infatti, per milioni di bambini, non andare a scuola significa non mangiare, non avendo almeno un pasto garantito dalle mense scolastiche. Dall’altro, in particolare per le bambine e le ragazze, non andare a scuola per qualche mese significa interrompere il proprio percorso scolastico definitivamente

 

  1. oIn Africa, ci sono 0,25 dottori ogni 1.000 abitanti (3, in media, nei Paesi membri dell’OCSE) e 1,4 posti letto in ospedale ogni 1.000 abitanti (3,2 in Italia). L’Italia, che sta vivendo un periodo di forte emergenza all’interno delle strutture ospedaliere, prima del diffondersi dell’epidemia, aveva poco più di 5.100 posti in terapia intensiva (circa 1 ogni 12.000 abitanti). Il Burkina Faso ha 20 posti in terapia intensiva (1 ogni 1.000.000 di abitanti) e il Senegal 50 posti (1 ogni 320.000 abitanti).

La scarsa disponibilità di risorse umane, strutture sanitarie e dispositivi medici insieme alla limitata capacità di effettuare test per individuare eventuali casi COVID-19 rischia di provocare un’ecatombe

 

 

L’appello di NutriAid e la campagna #InsiemeVinciamoLaSfida

Come sperimentato in tutto il mondo, l'unico strumento efficace contro la propagazione del virus è ridurre all'essenziale i contatti con l'esterno e rispettare le indicazioni fornite dall'OMS (mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro, lavarsi spesso le mani, disinfettare gli ambienti, indossare dispositivi di protezione individuale come le mascherine).

 

Abbiamo inviato video e messaggi ai nostri operatori sanitari e ai beneficiari dei nostri progetti con indicazioni sulle disposizioni di sicurezza per evitare possibili situazioni di contagio, ma questo non è sufficiente. In Africa, la scelta è tra la necessità di sfamare la propria famiglia e quella di proteggersi dal coronavirus, ma l'accesso al cibo è sempre più difficile e mancano i dispositivi di protezione di base anche all’interno delle strutture sanitarie.

Nell'Africa Occidentale, la pandemia potrebbe far aumentare da 17 a 50 milioni il numero di persone colpite da fame e insicurezza alimentare tra Giugno e Agosto 2020. In Madagascar le scuole sono chiuse e i pasti che prima riuscivamo a garantire all’interno delle mense scolastiche, ora vanno consegnati alle famiglie, costrette a restare nelle proprie case, per non assistere ad un drammatico incremento dei tassi di malnutrizione nelle aree in cui siamo attivi.

Milioni di bambini sono a rischio sopravvivenza nei prossimi mesi e occorre agire immediatamente.Per questo motivo, abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi #InsiemeVinciamoLaSfida e abbiamo bisogno del tuo aiuto.

 

Con una donazione di 25 Euro garantisci ad una famiglia:

  1. omascherine, sapone liquido, gel idroalcolico, candeggina o disinfettante
  2. ogeneri alimentari di prima necessità

Organizzeremo, inoltre, comunicazioni radiofoniche e formazioni individuali nei centri sanitari sulle procedure e sui comportamenti da seguire per evitare il contagio.

DONA ORAinviando un bonifico al c/c bancario IT 03 V 05018 01000 000016707101 o al c/c postale 001041436831 intestati a NutriAid Italia. Causale “Emergenza coronavirus”

Grazie di cuore per tutto quello puoi fare!

*La scala IPC (Integrated food security Phase Classification) è uno strumento utilizzato da Governi, Nazioni Unite e organizzazioni non profit al fine di individuare i diversi livelli di gravità relativamente al tema “sicurezza alimentare”. In particolare:

1 – Minima

2 - Stress

3 - Crisi

4 – Emergenza

5 – Catastrofe/Carestia

http://www.fao.org/fileadmin/user_upload/newsroom/docs/IPC_chart_eng.pdf

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