News dal Senegal

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Un po' di francese ....

Bassirou ha 11 anni ed è uno dei tanti bambini talibé (piccoli mendicanti legati alle scuole coraniche, molto diffuse in Africa Occidentale e in quindi anche in Senegal) sostenuti da NutriAid tramite il programma SAD, che si svolge nel comune di Yène, a sud della capitale Dakar.
Bassirou non è originario di questa zone del Paese, la sua famiglia infatti si trova in un'altra regione del Senegal, molto distante da Yène.
Bassirou ha sempre vissuto in povertà, i suoi genitori si dedicano ad attività informali che non garantiscono un reddito stabile e hanno molti figli.
Quando il bambino aveva circa 6 anni è stato affidato ad un maestro coranico (un lontano parente della famiglia) che lo ha portato a Yène e più precisamente nel villaggio di Niangal. Bassirou è stato così inserito nella scuola coranica del villaggio. In realtà non si tratta di una scuola vera e propria, ma più precisamente di uno spazio informale dove i bambini talibé imparano a memoria ed esclusivamente dei versetti del corano scritti su delle tavolette di legno. Quando non imparano il corano vanno a mendicare perché per frequentare la scuola le famiglie non pagano le rette e il maestro, per sostentarsi e mantenere la propria famiglia, utilizza le offerte raccolte quotidianamente dai talibé. Si tratta ovviamente di sfruttamento minorile, anche. Molte ONG e organismi internazionali, tra cui l'UNICEF, si battono per rendere almeno accettabili le condizioni di vita dei talibé, ma il fenomeno è talmente tanto vasto e radicato nella società senegalese (si calcola che in Senegal i bambini talibé siano tra i 50mila e oltre 100mila) che una soluzione al fenomeno resta ancora lontana.

Bassirou è stato inserito nel programma SAD di NutriAid nel 2011 e grazie a questo sostegno ha sempre goduto di visite mediche e, in caso di bisogno, di accesso alle cure. Ha inoltre dormito su di un materassino (e non per terra su di una semplice stuoia di paglia intrecciata), ha avuto delle coperte (sì, anche in Senegal si può sentire freddo! Durante la stagione secca, soprattutto di notte, è necessario essere coperti perché le temperature sono piuttosto fresche), degli abiti da indossare durante le cerimonie tradizionali e altri per le partire di calcio, delle scarpe e una trousse igienica. Ma la cosa che ha fatto davvero di Bassirou un bambino in tutto e per tutto è stato poter frequentare dei corsi d'istruzione extrascolastici. Non potendo frequentare la scuola formale per mancanza di tempo (apprendimento coranico e mendicità) ed essendo quindi analfabeti, i talibé sono quasi sempre condannati a rimanere ai margini del sistema socio-economico per il resto della loro vita. Per questa ragione NutriAid ha fatto in modo che ai talibé fosse garantito almeno il diritto di avere un insegnante per 2 ore, 3 volte alla settimana. Abbiamo identificato nella nostra animatrice la figura più adatta a svolgere tale compito perché, oltre a possedere un adeguato livello d'istruzione, gode del riconoscimento e del rispetto della comunità locale e soprattutto dei maestri coranici. Quest'ultimo aspetto è un requisito essenziale per qualsiasi attività si voglia realizzare con i talibé, dato che questi bambini vivono in una condizione di totale assoggettamento rispetto ai loro maestri.

Le lezioni si svolgono direttamente alla scuola coranica, su di una lavagna appositamente predisposta. In particolare si è dato spazio all'apprendimento del francese, poiché, sebbene a livello di interazione quotidiana si usi normalmente il wolof (la lingua più diffusa in Senegal), la sola lingua ufficiale resta quella francese, la cui conoscenza marca, sia dal punto di vista simbolico che pratico, una linea netta tra chi avrà delle chance di riuscire nella vita e chi no.
Le lezioni vanno ormai avanti da 8 mesi e di progressi ne sono effettivamente stati fatti.
Qualche giorno fa Bassirou si trovava nell'ambulatorio di Niangal per una medicazione. Visto che l'ufficio di NutriAid si trova a 2 passi dall'ambulatorio medico il bambino è passato a salutare il coordinatore di progetto, che in quel momento stava parlando con me. Non mi sarei mai aspettato di sentirli parlare in francese. Ho chiesto quindi al coordinatore di poter io stesso parlare con Bassirou (che conosco personalmente) usando Skype. Non posso dire che parli in francese letterario, ma capisce bene le domande che gli vengono rivolte e si fa capire alla grande! Gli ho chiesto se fosse contento di quello che stava imparando e mi ha risposto senza mezzi termini di sì, e mi è sembrato di percepire perfino una punta di orgoglio nella sua risposta!

Questo episodio non intende ovviamente trasmettere un messaggio di facile ottimismo relativamente alla situazione dei bambini talibé. Il loro sfruttamento purtroppo continuerà ancora per tanto tempo. Relegate dall'ignoranza e dalla povertà ad occupare i gradini più bassi della società senegalese, molte famiglie non hanno davvero i mezzi (intellettuali ed economici) per opporsi ad una tradizione che si è strutturata nei secoli e che quindi, nel suo insieme, viene accettata dalla società. Queste famiglie non percepiscono quindi il problema di consegnare i loro figli ai maestri coranici. E' possibile tra l'altro che ne immaginino perfino le opportunità per i bambini e sicuramente dei vantaggi per la sopravvivenza dello stesso nucleo familiare.

Le ONG però possono comunque giocare la loro partita per cercare migliorare le condizioni dei bambini talibé e fornire loro qualche chance in più di riuscire nella vita. Vogliamo sperare, ad esempio, che le nozioni di francese apprese da Bassirou contribuiscano ad aumentare le possibilità per affrancarsi da una condizione di vita davvero molto dura. In questo senso siamo noi a sentirci un po' orgogliosi per quello che siamo riusciti a fare!

 

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