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Celebra con NutriAid la Festa della Donna 
e condividi la storia di Emilia.

Indubbiamente la parte più arricchente del mio lavoro di cooperante è costituita dalle visite nei villaggi, dallo scambio e dagli incontri con i beneficiari, uomini e donne delle associazioni contadine, alle prese con gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici e dell’insicurezza alimentare.

Toccare con mano la loro vulnerabilità, l’enorme carico di lavoro nei campi, gli sforzi quotidiani per sfamare la famiglia ma anche il loro coinvolgimento nei progetti che stiamo portando avanti è senza dubbio la molla che spinge a credere nel mio lavoro, la motivazione ad agire nel migliore dei modi per contribuire al raggiungimento dei risultati: la trasformazione positiva della salute e della nutrizione infantile.”

Emilia, inizia a collaborare con NutriAid nel 2018, come Responsabile progetti in Burkina Faso.

Secondo i dati di Open Cooperazione del 2017, in Italia, 16.657 persone lavorano nel mondo della cooperazione e il 48% sono donne, di cui l’80% lavora all’estero. Negli ultimi decenni è stato introdotto un approccio di genere nel settore della cooperazione e la comunità internazionale si impegna a garantire piena partecipazione di donne e uomini alla definizione e alla realizzazione delle attività.

L’8 Marzo si celebra dal 1913: perché è così importante celebrarlo ancora oggi?

Semplicemente perché l’obiettivo fissato 106 anni fa, ossia piena uguaglianza di genere, non è ancora stato raggiunto. Il gap salariale è ancora presente in tutto il mondo e il numero di donne nella politica e nei vertici aziendali è ancora molto inferiore rispetto a quello degli uomini, così come esiste ancora un gap importante relativo all’accesso alla salute e all’istruzione. Secondo un report del 2017 del World Economic Forum, la parità di genere sarà completamente raggiunta in tutto il mondo nel 2186.

Per questo, oggi più che mai, è importante sensibilizzare il mondo sulle diseguaglianze di genere e celebrare il successo di donne che hanno superato tali barriere, come Emilia, dimostrando che non esistono “lavori per uomini” e “lavori per donne”.

La mia esperienza in Burkina Faso, come coordinatrice dei Progetti di NutriAid, è stata indubbiamente una delle più intense e significative della mia vita, sia dal punto di vista professionale che umano. “

Il Burkina Faso, il paese degli uomini integri, delle rivoluzioni sociali di Thomas Sankara ma anche un Paese che occupa il 183esimo posto (su 188) nell’Indice di Sviluppo Umano, un Paese dove il 21% dei bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione acuta severa e il 43,7% della popolazione vive sotto la soglia di povertà (meno di 1,90$ al giorno).

I progetti di cui mi sono occupata, finalizzati al miglioramento della nutrizione e della salute infantile e materna nell’area periferica della capitale Ouagadougou e della regione del Plateau Central e i risultati raggiunti in termini di educazione nutrizionale rivolta alle madri, di formazione del personale sanitario sulla prevenzione e cura della malnutrizione infantile, hanno quotidianamente alimentato la mia motivazione ad occuparmi di progetti volti al benessere dei bambini, dando un senso al mio essere qui in Africa.

Ma il lavoro di una donna cooperante non è facile.

Spesso rischioso.

” Non sono mancati, in questi mesi, momenti difficili: vedere nei centri sanitari bambini malnutriti, alcuni dei quali quasi invisibili e la sofferenza negli occhi delle loro madri è stata una delle esperienze più intense e toccanti che rafforza l’importanza di realizzare interventi d’informazione, prevenzione e cura della malnutrizione, rivolti sia al personale sanitario che alle comunità di appartenenza. “


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