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I bambini di Itaosy e Ifatzy inseriti nel programma di sostegno a distanza hanno ricevuto dei nuovi giochi dall'Italia, ecco il racconto di chi glieli ha portati e ha potuto vivere in prima persona la reazione di stupore e gioia per questa bellissima sorpresa! 

“Lezioni dal Madagascar: Il gioco è una cosa seria!"
di Alessia Ferro, Resp. Progettti East Africa

Partenza per il Madagascar, 3 settimane e 23 kg di bagagli: le magliette nel bagaglio a mano e 2 valige piene zeppe di giochi posizionati ad incastro nella speranza che ai controlli non chiedano di aprirle : sarebbe impossibile ripetere l’incastro perfetto.
Tutti i giochi sono destinati alle scuole di Tana e di Ifatsy dove sono attivi i programmi di SaD (Sostegno a Distanza) : canestri da basket, palloni e reti da calcio, palloni e reti da pallavolo, racchette da volano e molto altro in volo da Torino ad Antananarivo per vedere sorridere 152 bambini!
In taxi, mentre si raggiunge la scuola, si possono vedere centinaia di bambini per la strada intenti a giocare con palle improvvisate create da vecchi giornali accartocciati che alla prima pozzanghera- eh si, siamo in inverno! - si dissolvono.
Per consegnare i giochi sono state organizzate due feste con i bambini grazie alla Referente locale di NutriAid, Nadia, che ha poi provveduto a consegnare i giochi per tutti i bambini delle 2 scuole.

CONSEGNA GIOCHI SAD

A Tana, con Nadia abbiamo montato le reti da calcio in gran segreto, chiuse dentro l’ufficio della segreteria scolastica. Poi le abbiamo posizionate proprio all’uscita delle classi materne ed abbiamo aspettato che la suora chiamasse tutti i bimbi a raccolta.
Indescrivibile la gioia dei bambini quando, usciti dalle classi, hanno visto i palloni e le reti ed i canestri! Si sono lanciati tutti verso di noi sorridenti, ci hanno accerchiato ma con gran rispetto aspettavano quasi una sorta di autorizzazione ufficiale per poter toccare quei giocattoli nuovi. La tacita autorizzazione è arrivata quando Nadia ha lanciato per terra il primo pallone da calcio… ed allora via.. tutti a correre, ridere e saltare!

Stessa emozione a Ifatsy dove Nadia e le Suore che si occupano dei bambini per un’oretta si sono impegnate a turno a gonfiare tutti i palloni con la pompetta per poi dare il via alla festa ed alla consegna dei giochi!
Ma al di la dell’emozione che può scaturire dalla consegna dei giochi nel vedere quella gioia negli occhi dei bambini occorre fare una riflessione.
Avremmo potuto riempire le valige di mille altre cose, forse i giochi sono un elemento sciocco, quasi inutile?!
Se ti fermi ad osservare Meline giocare con il nuovo pallone da basket capisci che sta insegnando a te ed a se stessa: ricordarsi di sognare, guardar in alto e sfidare i propri limiti!

Il SaD prevede che si sostenga l’educazione del bambino in sostegno e giocare significa educare e formare! Infatti il gioco insegna il rispetto delle regole in primo luogo ma anche il rispetto dell’altro: far parte di un gruppo -o meglio di una squadra- insegna a relazionarsi con gli altri, ad instaurare rapporti di complicità e cooperazione, sempre nel rispetto delle regole.
Gli sport di squadra sono importanti soprattutto per i bambini più timidi e introversi, che hanno più bisogno di imparare a gestire i rapporti interpersonali e questo è fondamentale per i bambini in SaD che hanno alle spalle situazioni familiari molto difficili.
L'esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità ed è questo uno degli obiettivi del SaD! Far si che il bambino perseveri e creda di potersi costruire ed avere un futuro migliore!








formazione RDC


NUOVO PROGETTO 2016
I primi 1.000 giorni di vita 
SIERRA LEONE

 

Appena dopo l'estate, in Sierra Leone, daremo avvio ad un nuovo progetto di formazione degli agenti sanitari e comunitari nell'ambito della nuova campagna "i primi mille giorni di vita", il cui obiettivo è quello di promuovere una corretta alimentazione durante la gravidanza, l'allattamento e fino al compimento del secondo anno di vita del bambino.

 

Una corretta alimentazione durante questa fase dell'esistenza permette all'individuo di crescere sviluppando le migliori potenzialità sia dal punto di vista fisico che mentale.

 

La formazione avrà come finalità tra le altre quella di formare i dirigenti sanitari sulla corretta Presa in carico del bambino affetto da malnutrizione severa acuta e moderata, di età compresa tra i 6  e i 59 mesi.

 

L'intervento sarà effettuato nel distretto di Port Loco in Sierra Leone, in partnership con la ONG ENGIM e l'associazione Rainbow4Africa.

 

L'iniziativa è finanziata dalla Cooperazione Italiana nell'ambito del ripristino del sistema sanitario sierraleonese deterioratosi a causa della gravissima epidemia di Ebola ora terminata.

 


NOI CI SIAMO!





REPUBBLICA 9MAR2016_news



Il racconto del Dr. Bellando di ritorno dalla missione di prima assistenza per i profughi in arrivo sull'isola di Chios in Grecia. 

Ecco l'articolo di MariaChiara Giacosa pubblicato su LaRepubblica del 9 marzo 2016. 

pdfREPUBBLICA_9MAR2016.pdf

sanvale news

Quest'anno la sorpresa sarà una NUOVA MENSA!

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Riceverai in cambio tutta la sua e la nostra gratitudine!

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Al fine di realizzare lo start up del progetto sanitario a favore dei bambini profughi in arrivo sull'isola di Lesbo in Grecia

NUTRIAID RICERCA MEDICI PEDIATRI  

Disponibilità minima: 2 settimane

Destinazione: Lesbo GRECIA

Collaborazione: volontaria

Partenza: da febbraio a giugno 2016

Il progetto, che si realizza in collaborazione con Rainbow for Africa e Missionland ed è finanziato dalla Tavola Valdese, prevede il posizionamento di una clinica mobile presso uno dei siti di approdo dei barconi in arrivo dalla Turchia e il presidio diurno e la reperibilità notturna da parte di medici pediatri - incaricati del monitoraggio dello stato di salute dei bambini.

Per partecipare alla missione vengono richiesti:

  • il Certificato di Laurea che verrà consegnato e registrato dalle autorità locali competenti, 
  • un'esperienza minima di 3 anni di attività, 
  • buona conoscenza della lingua inglese, 
  • capacità di lavorare in team, 
  • grande adattabilità a condizioni disagiate.

E' preferenziale una pregressa esperienza in una missione umanitaria. I pediatri selezionati parteciperanno ad un briefing prepartenza di formazione e logistica. Se interessati e per informazioni contattare la dott.ssa Demarchi presso la sede NutriAid via mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o al n° 011 4390017.


Di seguito il materiale informativo e la scheda di candidatura.

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Lo riferisce la tv macedone.

La Macedonia ha cominciato a costruire una barriera metallica, con filo spinato, su un tratto del confine con la Grecia, uno tra i più utilizzati dai migranti e profughi per entrare nel Paese ex jugoslavo e proseguire il viaggio in Europa occidentale lungo la 'rotta balcanica'.

Siamo stati nel campo di Gevgelija e Idomeni proprio su questo confine circa un mese fa in una tappa di questa marcia lunghissima e disumana.

Dopo i fatti di Parigi la Macedonia, come altri stati, ha negato di fatto l'accesso a profughi e migranti, che non siano Siriani, Iracheni e Afgani.

Proprio in questi giorni in collaborazione con un'organizzazione internazionale e alcune ong italiane stiamo elaborando un progetto sanitario per soccorrere le centinaia di bambini che arrivano in questi luoghi. 

Molti di loro hanno rischiato la vita per raggiungere le coste greche, mentre proprio oggi arriva al campo, e si diffonde, la notizia di un naufragio nelle acque fra Bodrum e Kos, 4 le vittime, qualcuno dice 6, SONO TUTTI BAMBINI!


In 250 mln vivono tra guerre e 200.000 rischiano per scappare

(DIRE - Notiziario Minori) Roma, 27 nov. - "In poco più di una generazione, il mondo ha dimezzato il tasso di mortalità infantile, fatto iscrivere più del 90% dei bambini alla scuola primaria e aumentato di 2,6 miliardi il numero di persone che hanno accesso all'acqua potabile", lo ha detto il direttore generale dell'Unicef, Anthony Lake, lanciando il nuovo rapporto "Per ogni bambino la giusta opportunità", in occasione della Giornata mondiale dell'infanzia e del 26esimo anniversario dell'approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell'Infanzia e dell'adolescenza.

Ma il mondo, nonostante i grandi progressi, rimane un luogo profondamente ingiusto per i bambini più poveri e svantaggiati: "I minorenni- aggiunge- rappresentano quasi la metà dei poveri del mondo, quasi 250 milioni di bambini vivono in paesi devastati dai conflitti e oltre 200.000 di loro hanno rischiato la vita quest'anno cercando rifugio in Europa".

Quasi 14 milioni di bambini e adolescenti in Siria, Iraq e in Afghanistan devono affrontare guerra, conflitti e ingiustizie ogni giorno, alimentando l'attuale crisi europea di migranti e rifugiati.

- QUESTI I DATI DEL RAPPORTO: - I bambini delle famiglie più povere hanno quasi il doppio delle probabilità di morire prima di cinque anni rispetto a quelli provenienti da famiglie più ricche, e hanno cinque volte più probabilità di essere tagliati fuori dall'istruzione -

Le ragazze provenienti dalle famiglie più povere hanno il quadruplo delle probabilità di sposarsi prima dei 18 anni rispetto a quelle appartenenti alle famiglie più ricche. - Più di 2,4 miliardi di persone ancora non hanno servizi igienici adeguati, di queste il 40% vive in Asia meridionale e più di 660 milioni non ha ancora accesso all'acqua potabile, quasi la metà dei quali vive nell'Africa sub-sahariana. Circa la metà dei 159 milioni di bambini affetti da ritardi nella crescita vive in Asia Meridionale e un terzo in Africa.


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Donne e bimbi in fuga da raid e Isis,
l’Italia invia i team medici a Lesbo

Milano, 25 novembre 2015 - La prima a partire è stata Gaia Gilletta, un’infermiera pediatrica precaria di 24 anni. Aveva visto l’annuncio di una ong norvegese che cercava volontari per l’isola di Lesbo, Grecia, dove stavano arrivando a frotte i migranti dalla Turchia, in fuga dalla guerra in Siria, e non solo. Spesso su barconi a fondo piatto, che un’onda può ribaltare in fretta.

In ottobre Gaia ha raggiunto la costa e ha cominciato a dare una mano. Ma, unico sanitario al lavoro su una spiaggia inondata di cadaveri e persone allo stremo, si è subito resa conto di un nodo chiave.

lesbo2«I volontari sono tanti, spesso però impreparati da un punto di vista sanitario - spiega Paolo Narcisi, cofondatore della ong torinese Rainbow4Africa, cui aderiscono anche volontari lombardi - Molte le donne incinte e gli annegati, tra cui i bambini.

Occorre fare presto, anche perché il flusso dei profughi, specie dopo i nuovi bombardamenti in Siria, è in aumento».

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Sempre più restrizioni alle frontiere
per i migranti che tentano di raggiungere l'Europa centrale e settentrionale attraverso la cosiddetta rotta balcanica. Negli ultimi due giorni Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia hanno iniziato a "selezionare" chi può passare: sì ai rifugiati, no ai migranti economici.

Con il risultato che migliaia di persone sono state fermate. Secondo i media macedoni oltre 2mila si sono sdraiati oggi sui binari al confine tra la Macedonia e la Grecia bloccando il traffico ferroviario internazionale per protestare contro il mancato permesso di passare attraverso il Paese.

E altre 1.500 persone sono ferme in Serbia in attesa di registrazione.

Il governo macedone ha deciso la stretta sabato: permetterà l'ingresso solo ai cittadini della Siria, Afghanistan e Iraq attraverso il suo confine meridionale con la Grecia, vietando l'accesso a tutti coloro che sono considerati migranti economici. "Dal momento che Slovenia, Croazia e Serbia hanno deciso di applicare criteri di selezione tra rifugiati e migranti economici che viaggiano verso i paesi occidentali dell'Ue, la Macedonia ha attivato nella stessa misura", ha spiegato il ministero degli Interni macedone in un comunicato. La nota precisa che non sarà consentito il passaggio attraverso l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, tra gli altri, ai cittadini di Iran, Pakistan, Marocco, Bangladesh, Liberia, Algeria. Di qui la protesta dei 2mila che hanno occupato i binari: per la maggior parte sono marocchini, ma alcuni provengono da Algeria, Tunisia, Libia, Libano, Iran, Pakistan, Bangladesh e Congo. Minacciano uno sciopero della fame se le autorità macedoni non li lasceranno andare verso l'Europa occidentale.

Con l'arrivo dell'inverno nei Balcani, i rifugiati saranno costretti ad affrontare non solo il calo delle temperature, ma anche la carenza di generi di prima necessità. La continua apertura e chiusura delle frontiere aggiunge ulteriori difficoltà, perché costringe i migranti a cambiare il loro tragitto. La situazione è destinata a peggiorare nei prossimi mesi: le pesanti nevicate renderanno il viaggio dei migranti più difficile e ancor più pericoloso. Ansa 23 nov 2015

Nell'ambito di un nuovo programma di intervento, NutriAid sta elaborando un piano di fornitura di materiale e l'invio di personale specializzato.


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