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Un po' di francese ....

Bassirou ha 11 anni ed è uno dei tanti bambini talibé (piccoli mendicanti legati alle scuole coraniche, molto diffuse in Africa Occidentale e in quindi anche in Senegal) sostenuti da NutriAid tramite il programma SAD, che si svolge nel comune di Yène, a sud della capitale Dakar.
Bassirou non è originario di questa zone del Paese, la sua famiglia infatti si trova in un'altra regione del Senegal, molto distante da Yène.
Bassirou ha sempre vissuto in povertà, i suoi genitori si dedicano ad attività informali che non garantiscono un reddito stabile e hanno molti figli.
Quando il bambino aveva circa 6 anni è stato affidato ad un maestro coranico (un lontano parente della famiglia) che lo ha portato a Yène e più precisamente nel villaggio di Niangal. Bassirou è stato così inserito nella scuola coranica del villaggio. In realtà non si tratta di una scuola vera e propria, ma più precisamente di uno spazio informale dove i bambini talibé imparano a memoria ed esclusivamente dei versetti del corano scritti su delle tavolette di legno. Quando non imparano il corano vanno a mendicare perché per frequentare la scuola le famiglie non pagano le rette e il maestro, per sostentarsi e mantenere la propria famiglia, utilizza le offerte raccolte quotidianamente dai talibé. Si tratta ovviamente di sfruttamento minorile, anche. Molte ONG e organismi internazionali, tra cui l'UNICEF, si battono per rendere almeno accettabili le condizioni di vita dei talibé, ma il fenomeno è talmente tanto vasto e radicato nella società senegalese (si calcola che in Senegal i bambini talibé siano tra i 50mila e oltre 100mila) che una soluzione al fenomeno resta ancora lontana.

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PRESENTATO IL NUOVO INDICE GLOBALE DELLA FAME
Decimo rapporto dell’Indice Globale della Fame (Global Hunger Index –GHI-)

Presentato lunedì 12 ottobre 2015, al Conference Center di Expo Milano, il decimo rapporto dell’Indice Globale della Fame (Global Hunger Index - GHI).

Calcolato ogni anno dalla Food Policy Research Institute (IFPRI), il GHI rappresenta la situazione della fame a livello globale ed evidenzia successi e insuccessi nei tentativi di riduzione dle problema fornendo approfondimenti e aumentando la consapevolezza e la comprensione delle differenze regionali e nazionali.

Per illustrare la natura multidimensionale della fame, il GHI raggruppa tre indicatori ugualmente ponderati e raccolti in un unico numero indicativo:
1. Denutrizione: indica la percentuale di sottonutriti in rapporto alla popolazione totale (rappresenta la quota di popolazione con apporto calorico insufficiente);
2. Bambini sottopeso: indica la percentuale di bambini di età inferiore ai cinque anni con peso inferiore alla media;
3. Mortalità infantile: indica il tasso di mortalità dei bambini al di sotto dei cinque anni e rappresenta la sinergia fatale tra apporto alimentare inadeguato e ambienti insalubri.

La GHI classifica i paesi su una scala di 100 punti dove Zero è il punteggio migliore (senza fame), e 100 il peggiore, anche se nessuno di questi due estremi viene raggiunto nella pratica.

Ecco qui il rapporto curato da CESVI/Alliance: http://www.cesvi.org/www.cesvi.org/GHI_ITA_2014.pdf 

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UN: Riuniti a New York i Capi di Stato e di Governo per elaborare
17 obiettivi e 169 target per lo sviluppo globale
da raggiungere entro il 2030

 

La nuova Agenda rappresenta un piano ambizioso per eliminare la povertà entro il 2030 e per promuovere la prosperità economica, lo sviluppo sociale e la protezione dell’ambiente su scala globale.
Il 2015, Anno Europeo dello Sviluppo, rappresenta il culmine di tutti i dialoghi, conferenze e meeting per la ridefinizione delle politiche di sviluppo globali, con un occhio più attento alla sostenibilità. È inoltre l’ultimo anno possibile per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM).
L’UE, il principale donatore di aiuti pubblici allo sviluppo, ha avuto un ruolo di spicco nel perseguimento degli OSM, supportando circa 60 Paesi nello sviluppo di politiche agricole sostenibili e nella promozione della sicurezza alimentare, determinanti per l’eliminazione della povertà. Lo ha fatto inoltre collaborando con l’UNICEF e l’UNESCO per assicurare a tutti i bambini l’istruzione primaria e lavorando a stretto contatto con i Paesi partner per il miglioramento del settore sanitario, al fine di ridurre la mortalità infantile e combattere le malattie endemiche. Questi sforzi non sono però sufficienti. La strada da percorrere per l’eliminazione della povertà e la partecipazione di tutti allo sviluppo mondiale è ancora lunga.

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XIII Corso di formazione base
Medici in Africa

4/6 giugno 2015
Genova, Auditorium del Galata Museo del Mare,
(Calata dei Mari, 1 Darsena) 
 

Il Presidente di NutriAid
dr. Costanzo Bellando
interverrà come relatore 
sabato 6 giugno alle ore 12.00
con una relazione su "Malnutrizione e centro nutrizionale" 

Il corso di formazione è riservato alle seguenti figure professionali: Medico Chirurgo Specialista (Area Interdisciplinare), Infermieri ed Ostetriche.

Photo: ©FAO/Seyllou Diallo

72 paesi hanno raggiunto l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare la proporzione delle persone cronicamente sottoalimentate


Una contadina del Gambia mostra un mazzetto di riso secco durante una siccitá.
Roma, 27 maggio 2015 - Il numero complessivo delle persone che soffrono la fame nel mondo è sceso a 795 milioni - 216 milioni in meno rispetto al biennio 1990-92 - vale a dire circa una persona su nove - si legge nell'ultima edizione del rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla fame (Lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo 2015 - SOFI).

Nei paesi in via di sviluppo, la prevalenza della denutrizione - che misura la percentuale di persone che non sono in grado di consumare cibo sufficiente per una vita attiva e sana - è scesa al 12,9% della popolazione, un calo dal 23,3% di un quarto di secolo fa, afferma il SOFI 2015, pubblicato oggi dall'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), dall'IFAD e dal Programma alimentare mondiale (WFP).

La maggioranza - 72 su 129 - dei paesi monitorati dalla FAO hanno raggiunto l'Obiettivo del Millennio di dimezzare la prevalenza della denutrizione entro il 2015, con i paesi in via di sviluppo nel loro complesso che hanno mancato l'obiettivo per un piccolo margine. Inoltre, 29 paesi hanno raggiunto l'obiettivo più ambizioso posto dal Vertice Mondiale sull'Alimentazione del 1996 di dimezzare il numero totale delle persone denutrite entro il 2015.

"Il quasi raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sulla fame ci dimostra che è possibile eliminare questa piaga nel corso della nostra esistenza. Dobbiamo essere la generazione Fame Zero. Questo obiettivo dovrebbe essere integrato in tutti gli interventi politici ed essere al centro della nuova agenda per lo sviluppo sostenibile da stabilire quest'anno", ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva.

"Se vogliamo veramente creare un mondo libero dalla povertà e dalla fame, allora dobbiamo fare degli investimenti nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo - dove la maggior parte dei più poveri e delle persone che soffrono la fame vivono - la nostra priorità nelle politiche di sviluppo", ha affermato il Presidente dell'IFAD, Kanayo F. Nwanze . "Dobbiamo lavorare per trasformare le nostre comunità rurali in modo da fornire posti di lavoro dignitosi, condizioni e opportunità decenti. Dobbiamo investire nelle zone rurali cosicché le nazioni possano avere una crescita equilibrata e in modo che i tre miliardi di persone che vivono in zone rurali possano realizzare il proprio potenziale.

"Uomini, donne e bambini hanno bisogno ogni giorno di cibo nutriente per avere qualche possibilità di un avvenire libero e prospero", ha detto la Direttrice Esecutiva del WFP, Ertharin Cousin. "Corpi e menti sani sono fondamentali sia per la crescita individuale che per quella economica, e la crescita deve essere inclusiva per fare della fame una storia del passato".

Grandi passi avanti, nonostante le sfide ambientali

I progressi verso la piena realizzazione degli obiettivi di sicurezza alimentare stabiliti per il 2015, sono stati ostacolati in questi anni da condizioni economiche globali difficili.

Eventi meteorologici estremi, calamità naturali, instabilità politica e conflitti civili hanno anch'essi  contribuito a ostacolare il progresso - sono 24 i paesi africani che oggi stanno affrontando crisi alimentari, il doppio rispetto al 1990; circa una persona su cinque che soffre la fame vive in ambienti di crisi caratterizzati da una governance debole e da una estrema vulnerabilità alle malattie e alla morte.

Il SOFI 2015 fa notare che, nel corso degli ultimi 30 anni, le crisi sono passate da eventi catastrofici, di breve durata, intensi e molto visibili, a situazioni protratte nel tempo causate da una combinazione di fattori, in particolare dal susseguirsi di catastrofi naturali e conflitti - con il cambiamento climatico, e le crisi finanziarie e dei prezzi spesso tra i fattori di aggravamento.

I tassi della denutrizione e della fame nei paesi che soffrono di crisi prolungate sono tre volte più alti che altrove. Nel 2012, circa 366 milioni di persone vivevano in situazioni di questo tipo - di questi 129 milioni erano denutriti - il 19% di tutte le persone che soffrono d'insicurezza alimentare nel mondo.

Per di più va tenuto presente che, accanto a queste sfide, la popolazione mondiale è cresciuta dal 1990 a oggi di 1,9 miliardi, e questo rende la riduzione del numero di persone che soffrono la fame ancora più straordinaria, secondo il rapporto.

Luci e ombre sulla mappa della fame

Un notevole abbassamento della fame è stato raggiunto in Asia orientale e progressi molto veloci vi sono stati in America Latina e nei Caraibi, nel sud-est asiatico e nell'Asia centrale, come pure in alcune parti del continente africano, dimostrando che una crescita economica inclusiva, investimenti agricoli e interventi di protezione sociale, insieme alla stabilità politica, rendono l'eliminazione della fame possibile. Soprattutto, ha favorito i progressi la volontà politica di fare dell'eradicazione della fame un obiettivo centrale dello sviluppo.

L'Africa sub-sahariana è la regione con la più alta prevalenza di denutrizione al mondo - 23,2% della popolazione - vale a dire quasi una persona su quattro. Tuttavia, i paesi africani che hanno investito di più per migliorare la produttività agricola e le infrastrutture di base sono riusciti a raggiungere l'obiettivo di sviluppo del millennio relativo alla fame, soprattutto in Africa occidentale.

La percentuale di persone che soffrono la fame in America Latina e nei Caraibi dal 1990 a oggi è scesa dal 14,7% al 5,5%, ed anche la quota di bambini sottopeso (sotto i 5 anni di età) è fortemente diminuita.  Un forte impegno per la riduzione della fame è stato tradotto in programmi sostanziali di protezione sociale che, insieme con una forte crescita economica, hanno guidato i progressi su scala continentale.

Tendenze diverse sono emerse in Asia. I paesi dell'Est e del Sud-Est asiatico hanno raggiunto una riduzione costante e rapida in entrambi gli indicatori della malnutrizione, sostenuta dagli investimenti nelle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, ed anche da prospettive economiche favorevoli.

In Asia meridionale, la prevalenza della denutrizione è calata ma modestamente, passando dal 23,9% al 15,7%, ma molti più progressi sono stati fatti nella riduzione del problema dei bambini sotto peso.

In Nord Africa  si è vicini a debellare le forme più gravi di insicurezza alimentare, con la prevalenza di denutrizione al di sotto del 5%, mentre la qualità degli alimenti alimentare è fonte di preoccupazione crescente per l'aumento di sovrappeso e obesità.

In Asia occidentale, dove le condizioni igieniche sono generalmente avanzate e sono bassi i tassi di bambini sottopeso, l'incidenza della fame è aumentata a causa della guerra e dei conflitti civili in alcuni paesi, con le conseguenti grandi migrazioni di rifugiati.

Lezioni dall'esperienza degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio

Se è vero che non esiste una soluzione unica valida per tutti i casi su come migliorare la sicurezza alimentare, il rapporto SOFI evidenzia diversi fattori che hanno giocato un ruolo fondamentale nel raggiungimento dell'obiettivo della fame.

In primo luogo, il miglioramento della produttività agricola, soprattutto da parte delle piccole famiglie contadine, ha portato a notevoli passi avanti nella riduzione di fame e povertà. I paesi africani che hanno avuto i migliori risultati su questo fronte, hanno anche raggiunto l'obiettivo del Millennio sulla fame, mentre quelli che hanno fatto progressi più lenti non vi sono riusciti.

In secondo luogo, mentre la crescita economica è sempre utile, se non altro perché amplia la base di gettito fiscale necessario per finanziare i trasferimenti sociali e gli altri programmi di assistenza, deve essere inclusiva per contribuire a ridurre la fame. Una crescita inclusiva fornisce opportunità a coloro che hanno minori risorse e competenze per incrementare i propri redditi, fornendo quella capacità di resistenza di cui hanno bisogno per superare tutte le calamità sia naturali che provocate dall'uomo. Aumentare la produttività degli agricoltori a livello familiare è un modo efficace per uscire dalla povertà e dalla fame.

In terzo luogo, l'espansione della protezione sociale.  Spesso trasferimenti di denaro alle famiglie vulnerabili, ma anche buoni pasto, programmi di assicurazione sanitaria o mense scolastiche, magari con appalti dati agli agricoltori locali, sono correlati fortemente con progressi nella riduzione della fame e con la possibilità che tutti i membri della società abbiano una sana alimentazione per perseguire una vita produttiva.

Il SOFI stima che grazie alle misure di protezione sociale si riesca ad evitare che circa 150 milioni di persone in tutto il mondo cadano nella povertà estrema - ma più di due terzi dei poveri continuano a non avere accesso a forme regolari e prevedibili di sostegno sociale. I trasferimenti di denaro aiutano le famiglie a gestire i rischi e a mitigare gli effetti di disastri improvvisi, che altrimenti li lasciano intrappolati nella povertà e nella fame.


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SCREENING NUTRIZIONALE NEL COMUNE DI YENNE

Nel comune di Yenne la situazione di insicurezza alimentare è tornata allarmante.
Nonostante il nostro impegno, infatti, i dati dell'ultimo screening nutrizionale, realizzato dall'equipe di progetto, mostrano percentuali elevate di malnutrizione tra i bambini di età compresa tra i 6 e 59 mesi.


Tra la fine di aprile e gli inizi di maggio gli agenti comunitari impegnati nelle nostre UREN­C (Unità di Recupero e di Educazione Nutrizionale Comunitaria) hanno effettuato sessioni di massa per controllo dello stato nutrizionale della popolazione infantile dei 4 villaggi coinvolti nel progetto (Niangal, dove sono state attivate 2 UREN­C; N'Ditakh, Kelle e Toubab Dialaw, che contano rispettivamente una UREN ciascuno).

In totale sono stati esaminati 645 bambini, sottoposti al controllo del perimetro brachiale. Questo metodo è quello raccomandato dai protocolli internazionali per gli screening di massa e consente una rapida diagnosi dello stato nutrizionale dei bambini durante le attività comunitarie che coinvolgono la popolazione di interi quartieri o di interi villaggi.

I risultati ottenuti dimostrano che oltre il 6% dei bambini esaminati soffre di malnutrizione acuta.
Questo significa, per la nostra equipe, aumentare sforzi e risorse per riportare la situazione a livelli meno drammatici.

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Si terrà l'11 e il 12 giugno il secondo Forum Internazionale del progetto DevReporter Network.

Giornalisti, ong ed enti locali si confronteranno a Torino, con la partecipazione di delegazioni da Francia, Spagna e diversi paesi del nord Europa. E con "Special Guests" di altissimo livello, come Al Jazeera, Thomson Reuter Foundation, MeMo, One World e molti altri.

Obiettivo: scambiare esperienze e stendere la bozza di un Vademecum per una informazione corretta sui temi dello sviluppo globale e della cooperazione internazionale.

NutriAid ha partecipato all'interessante progetto DevReporterNetwork, insieme alle altre associazioni del COP. 

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Fagioli, malnutrizione e assenteismo scolastico.. cos’hanno in comune?

Tra le spese previste nel progetto Madagascar, c'è una voce per l'acquisto di fagioli, alimento da somministrare ai bambini della scuola di Itaosy. Ecco perché: NutriAid cerca di operare sempre nel rispetto delle politiche nazionali e di incrementare i progetti che già funzionano!

La malnutrizione è una delle priorità nazionali del paese e, proprio per questo,vengono sperimentate e portate avanti diverse politiche sociali. Fino al 2009 furono realizzati dal governo alcuni programmi di lotta alla malnutrizione all’interno delle scuole ma, a seguito della crisi politica che colpì il paese, questi programmi vennero abbandonati. Dato che la malnutrizione è comunque rimasta una delle priorità nazionali, il Madagascar tra Marzo e Luglio 2013 ha ripreso un programma di school feeding sperimentale, coordinato dall’ONN (Ufficio Nazionale per la Nutrizione) nelle scuole primarie di Antananarivo, basato sulla fornitura di un pasto principalmente a base di fagioli rossi, una varietà tipica di questo continente, per i bambini frequentanti le scuole primarie pubbliche.

La Carta di Ottawa r



ASPIC
 organizza nei mesi di giugno e luglio 2015 un corso dal titolo

"Salute per tutti. Grandi linee e piccoli passi"
che si terrà presso 

Vol-To 
Via Giolitti 21, Torino,

nei giorni 4,11,18,19,26 giugno e

3 luglio 2015.


Ospitiamo e caldeggiamo la partecipazione a questo corso!

Scopo del Corso, articolato in 6 incontri di 3 ore ciascuno, è quello di far conoscere ai discenti 

  •  le buone prassi nell’ambito della prevenzione di malattie trasmissibili e non trasmissibili
  •  i contenuti del programma europeo “Salute 2020”
  •  il perché di valutazioni qualitative delle azioni realizzate
  •  l’importanza della responsabilizzazione dei loro assistiti sulla salvaguardia della propria salute
  •  le variabili in gioco nella modifica dei comportamenti

Il Corso è rivolto a Volontari ASPIC ( e/o ad aspiranti volontari ASPIC)  che operano nel campo della sanità.

Vi preghiamo, se di vostro interesse, di partecipare al Corso e diffondere presso i vostri amici / conoscenti o nel vostro ambito di lavoro questa informazione.

Coloro che intendono partecipare al Corso sono pregati di inviare via fax o via mail ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) la scheda di adesione, di cui alla pagina 4 della bozza della brochure che vi alleghiamo.

Il Corso verrà svolto con il patrocinio anche economico di Vol-to. Per la buona riuscita del predetto Corso è auspicabile una buona partecipazione dei volontari.

Per ulteriori informazioni: pdfAspic corso salute 2015.pdf


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 Lo spettro della chiusura dei campi profughi in Nord Kivu : un' emergenza da prevenire!

Continua a crescere la preoccupazione di NutriAid e dei molti attori presenti a Goma - nella Repubblica Democratica del Congo - in merito alla possibilità che i campi profughi vengano definitivamente chiusi.

Si tratta di 60 campi che ospitano circa 210mila sfollati che verrebbero progressivamente smantellati per decisione del governatore della provincia Julien Paluku. Proprio la volontà di interrompere la politica dell’assistenza, intesa come dipendenza, è alla base della decisione del governatore del Nord Kivu. Il governatore Paluku ha dichiarato che “è urgente che i campi siano chiusi, altrimenti si rischia di promuovere una cultura di mendicanti felici di ottenere i semi di soia, anche se la situazione è completamente cambiata” .

Fortunatamente la comunità internazionale presente sul territorio è riuscita ad evitare che tale smantellamento avvenisse in modo repentino e -a dir poco- drastico. Ma il pericolo sembra solo momentaneamente scongiurato perché questo potrebbe essere il tema centrale delle prossime campagne politiche (dato che le prossime elezioni sono previste per il 2016).

Il vero dramma è che chiudendo tutti i campi profughi cosa ne sarà degli oltre 210 mila sfollati?!
Certamente cercheranno aiuto presso le varie ONG operanti sul territorio tra cui appunto NutriAid.

Il problema è che già attualmente il Centro Nutrizionale “Carmel Katindo” lavora ad un regime ben più alto delle sue possibilità e se i campi profughi, o anche uno solo di essi, dovessero chiudere rischierebbe il collasso con la conseguente impossibilità di ricoverare e curare i bambini che andrebbero incontro a morte certa.

Già adesso le gravi condizioni di insicurezza alimentare che caratterizzano la provincia di Goma stanno determinando una situazione nutrizionale allarmante che non accenna a sostanziali miglioramenti. La malnutrizione acuta infantile resta un grave problema di salute pubblica che riguarda circa l'11% della popolazione target (bambini in età compresa tra i 6 e i 59 mesi).

Per questo motivo NutriAid non vuole farsi cogliere impreparata e vuole accantonare scorte e risorse per tamponare la prevedibile emergenza!

EMERGENZA  GOMA:

dona il tuo contributo ORA:

  • 15 euro per fornire latte terapeutico ai bambini
  • 30 euro per gli alimenti proteici
  • 40 euro per i medicinali e l'assistenza sanitaria

c/c postale: 11 88 11 33 intestato a NutriAid onlus

c/c bancario IBAN IT 62 F 02008 01152 000101023478 UNICREDIT BANCA

I BAMBINI HANNO BISOGNO DI NOI!

IN QUESTO MOMENTO ANCHE UN PICCOLO AIUTO PUO' SALVARLI DALLA FAME.


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Uno degli obiettivi che NutriAid si è posta per il 2015 per il Progetto di prevenzione e lotta alla malnutrizione infantile nel Comune di Yenne, nella regione di Dakar - Senegal è di realizzare un laboratorio analisi all’interno del Centro Nutrizionale del poste de santé di Niangal. NutriAid ha cominciato a svolgere attività di prevenzione e lotta alla malnutrizione infantile nel comune di Yenne (all'epoca comunità rurale) nel 2008. Abbiamo finanziato la costruzione di un centro per il recupero e l'educazione nutrizionale (CREN) integrato al presidio sanitario del villaggio di Niangal. Negli anni successivi il nostro intervento è proseguito portando avanti molte attività legate alla prevenzione e al recupero della malnutrizione infantile.

Il laboratorio è fondamentale per il centro perché servirà a renderlo economicamente indipendente. In questo momento la popolazione della zona è costretta a percorrere lunghe distanze per potere effettuare analisi dovendo, di conseguenza, sostenere costi di viaggio – tra spostamenti e, in caso di analisi più lunghe, pernottamento – che si aggiungono ai costi delle analisi stesse. Tutto questo fa si che molte persone scelgano di non effettuare le analisi benché ne abbiamo bisogno.
L’obiettivo del laboratorio analisi quindi è quello di migliorare l’offerta del servizio sanitario locale ma anche quello di creare introiti da reinvestire nel centro stesso in modo da garantire la continuità o meglio la sopravvivenza del centro nutrizionale e delle sue fondamentali attività. Le entrate economiche del laboratorio analisi potranno essere reinvestite per esempio nell’acquisto di farine per realizzare la formazione alle mamme circa la corretta alimentazione dei figli oppure per coprire gli stipendi del personale specializzato del centro.

Il laboratorio analisi sarà realizzato all’interno del poste de santé di Niangal in uno spazio- già esistente- che andrà reso idoneo a ospitare le attrezzature per le analisi. Quindi, dopo le migliorie fatte ai locali, saranno acquistati i macchinari e formato il personale per l’utilizzo migliore degli strumenti.


Ma c’è di più! Perché come sosteneva Einstein “Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero”. Il sogno di NutriAid è di andare oltre tutto questo e realizzare anche delle unità mobili di analisi grazie allo sfruttamento delle nuove tecnologie. Con l’ausilio di iphone ed ipad infatti è ormai possibile effettuare radiografie, ecografie ed altri esami. Questo, per i contesti rurali in cui operiamo è un’enorme risorsa perché permetterà di raggiungere anche le comunità più indigenti e fornire assistenza sanitaria direttamente in loco.

Ovviamente queste attrezzature attualmente hanno dei costi abbastanza elevati (si stima un budget di circa € 10.000 per l’acquisto degli apparecchi e dei software) ma a chi non piacciono le sfide?!

DONA ORA!
Se desideri aiutarci a realizzare il nuovo LABORATORIO ANALISI collegati a www.nutriaid.org o invia il tuo contributo tramite
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