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Se l'emergenza COVID-19 ha causato un forte impatto 
nella tua vita o in quella di persone vicine a te, 
riuscirai a comprendere quali tragiche conseguenze sanitarie ed economiche
sta lasciando la pandemia sui bambini malnutriti 


NELLA GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE

LANCIAMO UN APPELLO PER ACQUISTARE


KIT SANITARI PER BAMBINI E FAMIGLIE 
 mascherine chirurgiche, gel disinfettante, guanti

DONA 10 EURO


KIT MEDICI PER AMBULATORI E PRESIDI SANITARI
mascherine FFP2, tute da isolamento, occhiali o schermi di protezione, disinfettanti, misuratori di saturazione sanguigna portatili

DONA 60 EURO


KIT ALIMENTARI
-riso, legumi, farine, sementi, filtri e acqua potabile

DONA 15 EURO

Fallo subito. La vita dei bambini non può aspettare.

 

Nessun Paese era preparato per combattere la diffusione e le conseguenze del COVID_19 e il peggio della pandemia probabilmente deve ancora colpire alcune delle comunità più povere dell’Africa. 

Ogni giorno, nonostante i pericoli legati alla diffusione del virus SARS-CoV-2, i nostri operatori sul campo si impegnano a sostenere gli innumerevoli bambini e famiglie che a causa della pandemia sono in bilico tra l'emergenza sanitaria e quella economica. 

La pandemia ha rallentato le economie rurali e ha fatto aumentare i prezzi del cibo, spingendo le famiglie in situazioni pericolose. Le Nazioni Unite prevedono che la pandemia potrebbe costringere altri 130 milioni di persone a soffrire la fame acuta entro la fine del 2020, e i ricercatori dicono che la mortalità infantile potrebbe aumentare per la prima volta in 60 anni.  

Non c'è modo di evitarlo, al momento non sono disponibili vaccini nè medicina preventiva ma se non faremo nulla rischieremo di perdere centinaia di piccole vite. 

Negli spazi urbani in cui è praticamente impossibile parlare di distanziamento sociale, la diffusione del virus e in particolare le chiusure imposte per arginare gli effetti devastanti sulle popolazioni locali, hanno colpito più duramente le persone più vulnerabili. 

Mancano cibo, acqua, igiene, sanità e lavoro. 

L’economia di sussistenza giornaliera, con cui le persone garantivano il fabbisogno familiare grazie a piccoli lavori quotidiani, è venuta meno non potendo più scendere in strada. I lavori nei campi si sono ridotti se non annullati, così la produzione alimentare che ha causato un immediato aumento dei prezzi. 

Le scuole sono state chiuse e i bambini non possono accedere all’unico pasto giornaliero.

 

Ecco perchè in occasione della GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE ti proponiamo di unirti a noi nel sostenere la campagna "Insieme si vince la sfida" che abbiamo lanciato in piena emergenza Covid-19 per prevenire gli effetti sanitari ed economici della pandemia su bambini e famiglie beneficiarie dei nostri progetti.

 

AIUTACI A RAGGIUNGERE IL NOSTRO OBIETTIVO!  DONA  ORA 

 

KIT SANITARIO 10 EURO

KIT MEDICO 60 EURO

KIT ALIMENTARE 15 EURO

 

Se vuoi rimanere sempre aggiornato seguici su: 

Facebook: @nutriaid.onlus 

Instagram: @nutriaid 

Twitter: @nutriaidonlus

 

Grazie di cuore!


SMS Solidale 2020 - Banner sito InsiemeVinciamoLaSfida 2.jpg_300

NutriAid lancia la Campagna
#InsiemeVinciamoLaSfida

Invia un SMS o chiama da rete fissa al 45585

dal 5 Luglio al 25 Luglio

per salvare la vita di migliaia di bambini malnutriti

colpiti dall’emergenza coronavirus

 

LA CAMPAGNA

Ci sono vari fattori che fanno pensare a possibili disastrose conseguenze della pandemia Covid in Africa:

  • quasi 60 milioni di bambini soffrono di malnutrizione cronica, persone particolarmente vulnerabili alle infezioni, inclusa quella da SARS-CoV-2;
  • il 43% della popolazione africana (ovvero circa 560 milioni di persone) vive in aree urbane e circa la metà della popolazione in sobborghi malsani, sovraffollati, con accesso all’acqua corrente scarso e irregolare. In questi contesti la distanza di un metro fra le persone, per evitare un possibile contagio, è difficilmente realizzabile;
  • la fragilità delle strutture sanitarie e la forte carenza di letti per la terapia intensiva (una media di 0,54 per 10.000 abitanti in Africa da confrontare con circa 40 per 10.000 abitanti in Italia), oltre alla mancanza di coperture mediche assicurative non garantirà la sopravvivenza per migliaia di persone.

Nessun Paese era preparato per combattere la diffusione e le conseguenze del COVID_19 e il peggio della pandemia probabilmente deve ancora colpire alcune delle comunità più povere dell’Africa. Negli spazi urbani in cui è praticamente impossibile parlare di distanziamento sociale, la diffusione del virus e in particolare le chiusure imposte per arginare gli effetti devastanti sulle popolazioni locali, hanno colpito più duramente le persone più vulnerabili.

 

Mancano cibo, acqua, igiene, sanità e lavoro

 

Nella sola Africa Occidentale, la pandemia potrebbe far aumentare da 17 a 50 milioni il numero di persone colpite da fame e insicurezza alimentare entro fine agosto 2020.

L’economia di sussistenza, in cui le persone garantivano il fabbisogno familiare grazie a piccoli lavori quotidiani, è venuta meno non potendo più scendere in strada. I lavori nei campi si sono ridotti se non annullati, così la produzione alimentare che ha causato un immediato aumento dei prezzi.

 

Le scuole sono state chiuse e i bambini non possono accedere all’unico pasto giornaliero.

 

Con la diffusione di COVID_19, che rappresenta un grave pericolo, soprattutto nelle comunità che affrontano la fame con sistemi sanitari deboli e scarse scorte, le madri e i bambini affamati affrontano la maggiore insicurezza alimentare.

I fondi raccolti permetteranno a NutriAid di distribuire kit igienici, sanitari e alimentari in Burkina Faso, Madagascar e Senegal.

Inviando un SMS o chiamando da rete fissa al
45585
si può fare un’azione concreta
per salvare la vita di migliaia di bambini malnutriti
a rischio sopravvivenza a causa dell’emergenza sanitaria.

Alla Campagna sono abbinati gli hashtag #InsiemeVinciamoLaSfida e #SuLaMaschera!


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OBIETTIVO AMBIENTE

Rassegna online di reportage | 25 - 31 maggio 2020


Cinemambiente e COP - Consorzio delle Ong Piemontesi promuovono e organizzano Frame, Voice, Report! Obiettivo Ambiente, rassegna di reportage cinematografici e multimediali che sarà diffusa online sul sito www.cinemambiente.it a partire da lunedì 25 maggio.

L’iniziativa si configura come uno dei momenti conclusivi di Frame, Voice, Report!, progetto europeo di durata triennale, a cui NutriAid International ha partecipato, di cui COP è il referente italiano e che è diretto a sostenere azioni di comunicazione e informazione intraprese da piccole-medie organizzazioni della società civile per sensibilizzare i cittadini europei sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

La rassegna presenta al pubblico una serie di 7 titoli, visibili gratuitamente fino a domenica 31 maggio, selezionati tra i lavori specificamente a tema ambientale che hanno partecipato ai due bandi indetti all’interno del progetto.

Viaggio attraverso le emergenze ambientali e socio-ambientali che ormai non risparmiano alcun angolo del Pianeta, i reportage proposti, girati in diversi Continenti, non si limitano a radiografare l’esistente, ma allargano lo sguardo anche sulle azioni di resistenza e resilienza intraprese dalle diverse popolazioni locali.

Con Contro Coltura, di Luca Puzzangara, promosso da NutriAid International, ci si sposta nel Senegal devastato dalla diminuzione delle piogge e dall’innalzamento del livello del mare – dove i tentativi di combattere gli effetti del cambiamento climatico hanno portato alla riscoperta della coltivazione del fonio, uno dei cereali più antichi dell’Africa sub-sahariana.

La rassegna sarà accompagnata da tre incontri online di approfondimento, condotti dal giornalista Francesco Rasero e dedicati ad altrettanti argomenti affrontati dai reportage, a cui interverranno alcuni degli autori e dei promotori delle opere presentate nella rassegna.

Il primo incontro, lunedì 25 maggio (alle ore 18), sarà dedicato al tema dell’acqua e della difesa delle risorse idriche da parte di comunità resistenti, protagoniste dei film Afar: dove i sogni e la terra brucianoeI guardiani dell’acqua. Interverranno Arianna Pagani, videomaker, e Lia Curcio, referente della comunicazione di LVIA.

Il secondo appuntamento, martedì 26 maggio (alle ore 18), verterà sulle strategie di protezione dell’ambiente attuate dalle popolazioni locali di cui riportano esempi i film 13 Grados Sur e Message from a Bottle. Interverranno Francesco Garello, giornalista, e Marco Pastori, Responsabile ufficio progetti e fund raising di Cifa.

Il terzo incontro, mercoledì 27 maggio (sempre alle ore 18), sarà dedicato all’agricoltura quale possibile strumento di sviluppo della sostenibilità ambientale e sociale sulla traccia dei documentari Contro Coltura e Siamo qui da vent’anni.

Interverranno Antonella Demarchi, direttore di NutriAid International, e Sandro Bozzolo, videomaker.

Gli incontri, ad accesso libero, saranno ospitati sulla piattaforma Zoom, a cui il pubblico potrà collegarsi tramite link e credenziali segnalati sui siti www.cinemambiente.it e www.ongpiemonte.it e sulle pagine Facebook di Cinemambiente e di COP - Consorzio delle Ong Piemontesi.

INFO: Associazione Cinemambiente: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.cinemambiente.it

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO

pdfCS_FRAME VOICE REPORT OBIETTIVO AMBIENTE_.pdf

Finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito della call Raising public awareness of development issues and promoting development education in the European Union, Frame Voice, Report!, attraverso i due bandi indetti da COP - Consorzio delle Ong Piemontesi, ha sostenuto la realizzazione di 32 progetti implementati da 38 organizzazioni della società civile, in collaborazione con più di 50 giornalisti. Basati sui principi della comunicazione costruttiva, dell’inclusione di voci del Sud del mondo, della collaborazione con il mondo del giornalismo, i progetti si sono concentrati su questioni globali affrontando – in coerenza con la finalità della call, diretta a migliorare e rafforzare la consapevolezza e l’impegno dei cittadini europei relativamente agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile – temi come i cambiamenti climatici, le migrazioni, le disuguaglianze di genere. Per saperne di più: www.framevoicereport.org/it

 


Emergenza coronavirus 2 350

Secondo l’ultima edizione del “The Global Report on Food Crises” del World Food Programme, il COVID-19 potrebbe raddoppiare il numero di persone che soffrono la fame a livello globale. Entro fine 2020, infatti, le persone che vivono situazioni di grave insicurezza alimentare (≥ 3 scala ICP*) potrebbero arrivare a 265 milioni (135 milioni nel 2019).

Come temevamo, la pandemia di coronavirus non ha risparmiato l’Africa. L’impatto su povertà e malnutrizione è devastante e c’è il rischio concreto di tornare indietro di 30 anni.

 

Sistemi sanitari fragili, emergenze sanitarie ed ambientali pregresse e lo spettro di una possibile recessione rischiano di mettere in ginocchio l’intero continente sia da un punto di vista sanitario sia economicamente.

Il COVID-19 sta mettendo a dura prova la capacità di risposta di tutti i Governi a livello mondiale, ma i Governi dei Paesi africani devono affrontare sfide davvero molto complesse. Ad esempio:

  1. oLimitata capacità fiscale che si traduce nella mancanza di strumenti adeguati per far fronte all’emergenza e per dare poi nuovo slancio all’economia
  1. oElevati tassi di disoccupazione e forte prevalenza di economie informali e di piccole e micro imprese. Il lavoro, in Africa, è rappresentato per circa l’80% da PMI (50% in Europa). Il settore informale rappresenta circa il 55% dell’economia nell’Africa Sub-Sahariana e poche imprese riescono a garantire attività lavorative “da casa”. Il settore agricolo, a causa del lockdown, è in forte crisi e molte comunità hanno difficoltà ad accedere ai mercati alimentari dove i prezzi stanno aumentando vertiginosamente
  1. oDal 50% al 70% degli abitanti delle città africane vive negli slum in condizioni igienico-sanitarie precarie e questo rende molto difficile l’implementazione della strategia dell’isolamento diffusa dall’OMS e dalla comunità scientifica internazionale

 

  1. oLa chiusura delle scuole ha conseguenze devastanti sia nel breve che nel lungo periodo. Da un lato, infatti, per milioni di bambini, non andare a scuola significa non mangiare, non avendo almeno un pasto garantito dalle mense scolastiche. Dall’altro, in particolare per le bambine e le ragazze, non andare a scuola per qualche mese significa interrompere il proprio percorso scolastico definitivamente

 

  1. oIn Africa, ci sono 0,25 dottori ogni 1.000 abitanti (3, in media, nei Paesi membri dell’OCSE) e 1,4 posti letto in ospedale ogni 1.000 abitanti (3,2 in Italia). L’Italia, che sta vivendo un periodo di forte emergenza all’interno delle strutture ospedaliere, prima del diffondersi dell’epidemia, aveva poco più di 5.100 posti in terapia intensiva (circa 1 ogni 12.000 abitanti). Il Burkina Faso ha 20 posti in terapia intensiva (1 ogni 1.000.000 di abitanti) e il Senegal 50 posti (1 ogni 320.000 abitanti).

La scarsa disponibilità di risorse umane, strutture sanitarie e dispositivi medici insieme alla limitata capacità di effettuare test per individuare eventuali casi COVID-19 rischia di provocare un’ecatombe

 

 

L’appello di NutriAid e la campagna #InsiemeVinciamoLaSfida

Come sperimentato in tutto il mondo, l'unico strumento efficace contro la propagazione del virus è ridurre all'essenziale i contatti con l'esterno e rispettare le indicazioni fornite dall'OMS (mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro, lavarsi spesso le mani, disinfettare gli ambienti, indossare dispositivi di protezione individuale come le mascherine).

 

Abbiamo inviato video e messaggi ai nostri operatori sanitari e ai beneficiari dei nostri progetti con indicazioni sulle disposizioni di sicurezza per evitare possibili situazioni di contagio, ma questo non è sufficiente. In Africa, la scelta è tra la necessità di sfamare la propria famiglia e quella di proteggersi dal coronavirus, ma l'accesso al cibo è sempre più difficile e mancano i dispositivi di protezione di base anche all’interno delle strutture sanitarie.

Nell'Africa Occidentale, la pandemia potrebbe far aumentare da 17 a 50 milioni il numero di persone colpite da fame e insicurezza alimentare tra Giugno e Agosto 2020. In Madagascar le scuole sono chiuse e i pasti che prima riuscivamo a garantire all’interno delle mense scolastiche, ora vanno consegnati alle famiglie, costrette a restare nelle proprie case, per non assistere ad un drammatico incremento dei tassi di malnutrizione nelle aree in cui siamo attivi.

Milioni di bambini sono a rischio sopravvivenza nei prossimi mesi e occorre agire immediatamente.Per questo motivo, abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi #InsiemeVinciamoLaSfida e abbiamo bisogno del tuo aiuto.

 

Con una donazione di 25 Euro garantisci ad una famiglia:

  1. omascherine, sapone liquido, gel idroalcolico, candeggina o disinfettante
  2. ogeneri alimentari di prima necessità

Organizzeremo, inoltre, comunicazioni radiofoniche e formazioni individuali nei centri sanitari sulle procedure e sui comportamenti da seguire per evitare il contagio.

DONA ORAinviando un bonifico al c/c bancario IT 03 V 05018 01000 000016707101 o al c/c postale 001041436831 intestati a NutriAid Italia. Causale “Emergenza coronavirus”

Grazie di cuore per tutto quello puoi fare!

*La scala IPC (Integrated food security Phase Classification) è uno strumento utilizzato da Governi, Nazioni Unite e organizzazioni non profit al fine di individuare i diversi livelli di gravità relativamente al tema “sicurezza alimentare”. In particolare:

1 – Minima

2 - Stress

3 - Crisi

4 – Emergenza

5 – Catastrofe/Carestia

http://www.fao.org/fileadmin/user_upload/newsroom/docs/IPC_chart_eng.pdf

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Coronavirus – Malnutrizione: qual è la vera emergenza?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato un’emergenza sanitaria globale rispetto al coronavirus (2019-nCoV). Tuttavia, la parola “emergenza” riguarda la gestione del nuovo coronavirus, non la pericolosità. Ad oggi, secondo i dati confermati dalla stessa OMS, il tasso di letalità (numero totale di decessi per una determinata malattia in rapporto al numero totale dei malati) è pari al 2,08% con 1.017 decessi ma 4.975 guarigioni! (aggiornamento 11 Febbraio 2020).

Dobbiamo ricordare che ogni anno, nel mondo, muoiono fino a 650mila persone a causa di infezioni respiratorie acute provocate dall’influenza stagionale.

Tra le altre malattie nel mondo, ad esempio:

  • la polmonite è responsabile del 15% delle morti di bambini sotto i 5 anni. Nel 2017 sono morti più di 800mila bambini

  • l’epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha causato la morte di 2.246 persone su un totale di 3.428 casi registrati (tasso di letalità = 65,5%)

  • la peste ha provocato negli ultimi anni centinaia di morti, soprattutto in Madagascar. Il tasso di letalità della peste oscilla tra il 30 e il 60% per la forma “bubbonica”, mentre è sempre letale quella di tipo “polmonare” se non curata. Nel 2017, proprio in Madagascar, in meno di 3 mesi sono stati registrati 2.348 casi e più di 200 decessi

  • la diarrea uccide ogni giorno più di 1.300 bambini sotto i 5 anni, circa 480.000 all'anno ed è la principale causa della malnutrizione. 

La malnutrizione è a tutti gli effetti una crisi sanitaria globale che peggiora di anno in anno. Nei bambini sotto i 5 anni, la malnutrizione è responsabile del 45% dei decessi.

Ogni minuto 5 bambini nel mondo muoiono a causa della malnutrizione.

In Madagascar, dove 3/4 della popolazione vive con meno di 1,90$ al giorno, 1 bambino su 2 sotto i 5 anni soffre di malnutrizione acuta e questo rende i bambini estremamente vulnerabili a malattie potenzialmente letali come il morbillo (più di 127mila casi registrati ad inizio 2019).

L’epidemia del coronavirus non va sottovalutata e va gestita con la massima attenzione possibile, ma questo non deve generare fenomeni di esclusione verso specifiche etnie ma non deve distogliere l’attenzione dalle troppe persone (i bambini tra i soggetti più vulnerabili) che muoiono ogni giorno per altre cause ben più gravi del coronavirus.

Cosa possiamo fare noi?

Adottare misure di prevenzione, igiene e protezione (come per l’influenza), consultare il sito del Ministero della Salute e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma soprattutto fare attenzione alle fake news!

Per prevenire l'infezione l'ISS ribadisce la fondamentale importanza di una corretta igiene delle superfici (con disinfettanti contenenti alcol - etanolo -oppure a base di cloro all'1% -candeggina) e delle mani (con acqua e sapone per almeno 20 secondi, oppure con un disinfettante per mani a base alcolica). Il virus entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi bisogna evitare di toccarli con le mani non lavate.

 

Ma soprattutto...

Unisciti a noi per salvare i bambini dall'emergenza cronica della fame:

Invia la tua donazione tramite:

https://www.nutriaid.org/it/sostieni/come-donare

oppure carta di credito:   PayPal

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Ciascuno di noi può essere attore del cambiamento!!

Ogni italiano spreca, in media, 65 kg all’anno di alimenti. Lo spreco alimentare in Italia è di oltre 15 miliardi di euro. Frutta e verdura sono i prodotti maggiormente eliminati, ma per produrre il cibo sprecato sono serviti 73 milioni di metri cubi di acqua, tanto quanto il fabbisogno di acqua potabile di 18 giorni della Lombardia, 23 giorni del Lazio, 27 della Campania e 153 della Puglia.

Lo spreco di cibo è un fenomeno ancor più grave ed inaccettabile se consideriamo che la fame nel mondo è in costante aumento (822 milioni di persone colpite circa 1/7 della popolazione mondiale) e che più di 2 miliardi di persone vivono in Paesi in cui la scarsità d’acqua è un rischio classificato come “elevato”.

 

Ecco qualche consiglio per ridurre lo spreco alimentare a casa nostra:

1) Fai una spesa ragionata: prima di comprare, controlla cosa serve davvero, fai una lista e ricorda che sprecare cibo vuol dire buttare via soldi.

2) Quando cucini, fai attenzione alle quantità e prepara solo ciò che puoi consumare.

3) Fai 
attenzione all’etichetta: guarda sempre quando scadono i cibi.

4) Quando riponi i prodotti in frigorifero,metti i cibi a breve scadenza davanti e riponi in freezer i cibi che non puoi mangiare a breve.

5) Ricette contro lo spreco:non buttare via avanzi e scarti alimentari, possono dare vita a nuovi piatti creativi.
 

 

6) Prodotti freschi e di stagione: privilegia l’acquisto dal produttore o dai contadini.

7) Hai comprato troppo cibo?Condividilo con i tuoi vicini di casa o invita degli amici per mangiare insieme ciò che è avanzato.

8) Al ristorante:se ti avanza del cibo chiedi di portare a casa gli avanzi in un pacchetto.

9)” Da consumare preferibilmente entro il…”vuol dire che gli alimenti risultano ancora idonei al consumo anche successivamente al giorno indicato. Verifica bene prima di buttarli.

10) Usa la tecnologia e cerca le app che ti aiutano a sprecare meno cibo.

 

 

 

 

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E' proprio nel continente africano che si sono verificate nove su dieci delle cosiddette crisi dimenticate, eventi drammatici che hanno coinvolto milioni di persone che vanno dalla siccità, ai conflitti, alle epidemie e all’insicurezza alimentare.

In molti paesi i cambiamenti climatici stanno trasformando emergenze occasionali in eventi quasi “quotidiani”, rischiando così che il focus della comunicazione si sposti altrove nonostante la crisi continui ad esserci, ormai inascoltata.

Succede così che sui nostri media questi drammi di intere popolazioni siano raccontati con un trafiletto di dieci righe o con la citazione di un comunicato stampa. Sarebbe invece più utile parlare di più e meglio di questi eventi avversi e dei drammi che milioni di persone stanno affrontando per capire le ragioni profonde dei flussi migratori, in particolare quelli provenienti dall’Africa.

Non sorprendono quindi i risultati del rapporto “Suffering in Silence: the 10 most under-reported humanitarian crises of 2019” che analizza le dieci crisi che hanno ricevuto meno attenzione (o non hanno ricevuta affatto) da parte dei media nel 2019. L’analisi dell’organizzazione internazionale CARE si riferisce alla copertura mediatica online globale e mostra una tendenza relativa ad alcuni Paesi che ricorrono ogni anno nell’elenco. 

La situazioen in Madagascar in particolare risulta essere la prima di queste crisi dimenticate nonostante alla fine del 2019, più di 2,6 milioni di persone siano state colpite dagli effetti della siccità e più di 916.000 persone hanno avuto immediato bisogno di assistenza alimentare.

Il Madagascar ha il quarto più alto tasso di malnutrizione cronica al mondo, con un bambino su due sotto i cinque anni che soffre di rallentamento o ritardo nella crescita. Questo danneggia gravemente il loro sviluppo cognitivo e fisico, aumentando il rischio di contrarre o sviluppare altre malattie. Oltre a ciò all'inizio del 2019, un'epidemia di morbillo insolitamente invasiva con oltre 127.000 casi confermati ha coinciso con il verificarsi stagionale della peste.

Leggi il rapporto: Suffering in Silence


SUN report 280

SUN Scaling Up Nutrition pubblica il nuovo rapporto, Movement Progress Report 2019 e pone in evidenza il problema della fame a livello globale dove più di 820 milioni di persone ancora soffrono di malnutrizione mentre un bambino su cinque al di sotto dei 5 anni (ossia 149 milioni di bambini) soffre di ritardo nell’accrescimento con gravi compromissioni sulla sua capacità di raggiungere una piena crescita e potenziale di sviluppo.

Contemporaneamente, sovrappeso e obesità sono in aumento in tutte le regioni del pianeta. Le diete scarsamente nutritizie rimangono il principale fattore di rischio di morte in tutto il mondo e, nel complesso, quasi la metà delle morti infantili sono correlate alla malnutrizione.

È interessante la lettura relativa ad alcuni profili Paese in cui NutriAid interviene:

BURKINA FASO
Population 20.32 million

  • Under 5 stunting (%) 25.0
  • Under 5 wasting (%) 8.4 
  • Under 5 overweight (%) 1.0
  • Low birth weight (%) 13.1  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 49.6
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 55.8

CHAD
Population 15.95 million

  • Under 5 stunting (%) 39.8
  • Under 5 wasting (%) 13.3 
  • Under 5 overweight (%) 2.8
  • Low birth weight (%) n.a  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 47.7
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 0.1

MADAGASCAR
Population 26.97 million

  • Under 5 stunting (%) 48.9
  • Under 5 wasting (%) 7.9 
  • Under 5 overweight (%) 1.1
  • Low birth weight (%) 17.1  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 36.8
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 41.9

SENEGAL
Population 16.3 million

  • Under 5 stunting (%) 16.5
  • Under 5 wasting (%) 9.0 
  • Under 5 overweight (%) 0.9
  • Low birth weight (%) 18.5  
  • Anemia nelle donne 15-49 anni (%) 49.9
  • Allattamento esclusivo al seno 0-5 mesi (%) 42.1 

Leggi il rapporto completo:




uuUnder five stunting (%)Under fivestunting(%)                    25.0

Under fivestunting(%)                    25.0

Fai Quel Che Cambia Banner sito_250


#FAIQUELCHECAMBIA 

“Fai quel che cambia” rappresenta la sollecitazione ad unirsi a NutriAid, che con i suoi progetti di lotta contro la malnutrizione infantile, da anni, si impegna nel cambiare situazioni drammatiche nei paesi in via di sviluppo (in questo momento Burkina Faso, Madagascar, Senegal, Chad e Kenya).

Lanciando questo hashtag NutriAid mira ad includere nel processo di cambiamento i singoli individui. Le minacce globali, come quella del cambiamento climatico, ci mettono davanti a sfide che non è possibile affrontare da soli.     

“Fai quel che cambia” è un’esortazione a compiere azioni sostenibili, capaci di generare un cambiamento nella società, ma allo stesso tempo implica anche la necessità di un cambiamento personale che avviene informandosi, interessandosi e parlandone. 

Con questa prospettiva, seguendo questo hashtag sui social troverete informazioni, aggiornamenti, approfondimenti interviste riguardo ai temi che NutriAid affronta e ai cambiamenti ottenuti tramite i progetti realizzati. 

Vuoi sentirti parte anche tu di questo cambiamento? 

Condividi sui social consigli e azioni quotidiane, che possono generare un cambiamento e ispirare le persone vicino a te, come, ad esempio, una ricetta anti-spreco o un’azione nel rispetto dell’ambiente. 

Non dimenticare di taggare NutriAid 

e di usare l'hashtag 

#faiquelchecambia!


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Secondo l’ultimo rapporto UNICEF, un numero allarmante di bambini soffre di una dieta povera e di un sistema alimentare scarsamente efficiente.

I dati indicano che almeno 1 bambino su 3 sotto i cinque anni - cioè oltre 200 milioni - è denutrito o in sovrappeso. Quasi 2 bambini su 3 di età compresa tra i sei mesi e i due anni non ricevono alimenti che sostengano il corpo e il cervello in rapida crescita. Questo li mette a rischio di uno scarso sviluppo cerebrale, apprendimento debole, bassa immunità, aumento delle infezioni e, in molti casi, la morte.

"Nonostante tutti i progressi tecnologici, culturali e sociali degli ultimi decenni, abbiamo perso di vista un fatto fondamentale: se i bambini mangiano male, vivono male", dice Henrietta Fore, direttore esecutivo dell'UNICEF.

"Milioni di bambini vivono con una dieta non sana semplicemente perché non hanno una scelta migliore. Il modo in cui comprendiamo e rispondiamo alla malnutrizione deve cambiare: non si tratta solo di approvvigionare cibo a sufficienza, ma soprattutto di procurare il cibo giusto da mangiare. Questa è la nostra sfida comune oggi".

La relazione fornisce la valutazione più completa della malnutrizione infantile del XXI secolo in tutte le sue forme. Esso descrive un triplice carico di malnutrizione: denutrizione, fame nascosta causata dalla mancanza di nutrienti essenziali e sovrappeso tra i bambini al di sotto dei cinque anni, in particolare:

  • 149 milioni di bambini sono stunted, cioè troppo bassi per la loro età,
  • 50 milioni di bambini sono wasted, cioè troppo magri per la loro altezza,
  • 340 milioni di bambini - cioè 1 su 2 - soffrono di carenze di vitamine essenziali e nutrienti come la vitamina A e il ferro,
  • 40 milioni di bambini sono in sovrappeso o obesi.

Il rapporto evidenzia che la scarsità di cibo e le cattive pratiche alimentari fin dai primi giorni di vita di un bambino. Sebbene l'allattamento al seno possa salvare vite umane, ad esempio, solo il 42 per cento dei bambini al di sotto dei sei mesi di età viene allattato esclusivamente al seno e un numero crescente di bambini viene alimentato con latte artificiale.

Le vendite di latte artificiale sono cresciute del 72% tra il 2008 e il 2013 in paesi a reddito medio-alto come Brasile, Cina e Turchia, in gran parte a causa di marketing inappropriato e di politiche e programmi deboli per proteggere, promuovere e sostenere l'allattamento al seno.

Quando i bambini cominciano a passare a cibi solidi intorno ai sei mesi, molti assumono una dieta sbagliata. In tutto il mondo, quasi il 45 per cento dei bambini tra i sei mesi e i due anni di età non viene alimentato con frutta o verdura. Quasi il 60 per cento non mangia uova, latticini, pesce o carne.

Con l'aumentare dell'età dei bambini, la loro esposizione a cibi non sani diventa allarmante, in gran parte a causa di marketing e pubblicità inappropriati, dell'abbondanza di cibi ultra trasformati e all'aumento dell'accesso ai fast food e alle bevande altamente dolcificate.

Il rapporto mostra ad es. che il 42 per cento degli adolescenti in età scolare nei paesi a basso e medio reddito consuma bevande zuccherate almeno una volta al giorno e il 46 per cento mangia nei fast food almeno una volta alla settimana. Questi tassi salgono rispettivamente al 62 per cento e al 49 per cento per gli adolescenti dei paesi ad alto reddito.

Di conseguenza, i livelli di sovrappeso e obesità nell'infanzia e nell'adolescenza sono in aumento in tutto il mondo. Dal 2000 al 2016, la percentuale di bambini in sovrappeso di età compresa tra i 5 e i 19 anni è raddoppiata, passando da 1 su 10 a quasi 1 su 5. Dieci volte più ragazze e 12 volte più ragazzi di questa fascia d'età soffrono oggi di obesità rispetto al 1975.

Viceversa 1 bambino su 5 di età compresa tra i sei mesi e i due anni delle famiglie più povere mangia una dieta sufficientemente diversificata per una crescita sana.

Infine il report rileva l’importanza che le catastrofi climatiche provocano causando gravi crisi alimentari. La siccità, ad esempio, è responsabile dell'80 per cento dei danni e delle perdite in agricoltura, alterando drasticamente la disponibilità di cibo per i bambini e le famiglie, nonché la qualità e il prezzo di tale cibo.


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Forchetta perbene è il nuovo progetto di NutriAid, realizzato in collaborazione con Gambero Rosso, che si propone di coinvolgere i ristoratori d'Italia e le persone che amano il buon cibo creando il connubio tra la cucina di alta qualità e la solidarietà.

Un progetto di raccolta fondi e sensibilizzazione dedicato a mamme e bambini che aspira a migliorare le condizioni di estrema povertà, contribuendo al loro sviluppo e a quello della comunità in cui vivono.

Il progetto verrà presentato a Roma in :

CONFERENZA STAMPA

(Lunedì 28 ottobre 2019) 12:30 

Sheraton Rome Hotel and Conference Center 
Viale del Pattinaggio, 100

 

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Era il novembre 1990. Per la prima volta il Gambero Rosso presentava la sua Guida ai Ristoranti d’Italia. Un’avventura editoriale pionieristica che si appresta a celebrare i suoi primi 30 anni. Il prossimo lunedì 28 ottobre la guida Ristoranti d’Italia 2020 dirà la sua sullo stato dell’arte della ristorazione italiana odierna. Dunque, per questa ricorrenza speciale, la giornata sarà dedicata interamente alla guida, a partire dal mattino, quando lo Sheraton Rome Hotel di via del Pattinaggio, nella Capitale, accoglierà gli addetti ai lavori e i protagonisti della guida per la conferenza stampa di presentazione e la consegna dei premi (dalle 12.30).

In questa occasione verrà presentata a tutti i ristoratori e le persone presenti, la nuova collaborazione tra NutriAid e Gambero Rosso finalizzata a sostenere e promuovere la campagna Forchetta per Bene.

 

Primo ristorante 

 

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1° RISTORANTE

Forchetta per Bene 

 

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