In molte aree rurali del Kenya, la lotta contro la malnutrizione non si combatte solo nelle cliniche, ma inizia direttamente solcando la terra. Nella Contea di Samburu, gli orti comunitari rappresentano una risorsa vitale per garantire alle famiglie l’accesso a cibi freschi e nutrienti, trasformandosi in veri e propri presidi di salute e resilienza.
Di recente, il team del progetto Lishe Bora Maisha Bora ha fatto visita all'orto comunitario di Laurage, una realtà nata dalla comunità per migliorare l'accesso a verdure fresche e creare nuove opportunità di reddito.
Oggi, tra i filari curati da oltre 20 famiglie, crescono cavoli, spinaci, pomodori, patate dolci, angurie e zucche. Questa varietà è una risposta concreta a un bisogno preciso: diversificare la dieta locale, troppo spesso monotona e carente di micronutrienti essenziali.
Ascoltare i bisogni per coltivare competenze
Ogni monitoraggio sul campo è per NutriAid un'occasione di ascolto. Durante la visita, parlando con i coltivatori, sono emerse alcune sfide concrete che rallentano il pieno potenziale dell'orto:
- La necessità di una migliore preparazione del terreno per ottimizzare le risorse idriche (fondamentali in un clima arido);
- La scarsa disponibilità di sementi di qualità e di attrezzi agricoli adeguati;
- Il bisogno di formazione continua sia sulle tecniche colturali sostenibili sia sulle buone pratiche nutrizionali.
Per rispondere a queste sfide in modo strutturato, il progetto avvierà a un ciclo di formazioni specifiche sugli orti domestici. La chiave dell'intervento sarà l'approccio integrato: le lezioni di agronomia viaggeranno di pari passo con la diffusione di messaggi chiave sulla salute materno-infantile e sulle corrette pratiche igienico-nutrizionali.
L’obiettivo finale a lungo termine va oltre il singolo raccolto. Si tratta di rafforzare le competenze delle famiglie, migliorare lo stato nutrizionale dei bambini nei loro primi, cruciali 1.000 giorni di vita e costruire comunità capaci di resistere agli shock climatici ed economici.
Questo intervento è reso possibile grazie al finanziamento dell'8x1000 IRPEF a diretta gestione statale.